E' dappertutto. Dove meno ce lo aspettiamo. L'arte si trova nei dettagli delle inquadrature e delle panoramiche del nostro occhio. Già Leonardo parlava di osservare le crepe nei muri, di ingrandire i particolari di un intonaco per scoprire tutto un mondo di forme. L'arte è produzione spontanea di qualcosa che la ingloba. Va estratta come la voce che Michelangelo cercava di udire dal suo Mosè.
L'arte è fatta di istanti, di movimenti bloccati e impressi.
Di cambiamenti del punto di vista di chi osserva qualsiasi cosa.
Impossibile sedersi al cavalletto e progettare un'opera d'arte, essa si genera da sola, spontaneamente. Riesco a coglierla anche negli anfratti più reconditi di un cantiere abbandonato, nelle tubazioni esterne di un palazzo di periferia, in un paesaggio deserto, in una fila di sedie sdraio abbandonate in una spiaggia.
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Riccardo Gessa - Nothing less 2000

Giacomo Bonciolini - senza titolo 2001 |
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Linee e curve, colori e volumi. Realtà diverse che si fondono e prendono e perdono il senso una volta rappresentate su tela o impresse su carta fotografica. Dettagli minimali in primo piano che descrivono giravolte di linee e forme. Tutto questo si trova dappertutto attorno a noi e dentro di noi. Anche il ricordo può essere arte, quando è così intenso da generare una sensazione che a sua volta genera un'immagine raffigurabile con colori e forme. Una volta sedimentati i ricordi generano sensazioni. Il pittore e il fotografo sono il medium per estrapolare l'arte. Creare delle immagini nuove è abbastanza semplice coi mezzi a nostra disposizione. E' invece molto più complicato estrarre dal contesto del quotidiano l'immagine, il momento, il recadrage da paesaggi, infrastrutture, costruzioni, contesti degradati che si trovano tutti i giorni davanti ai nostri occhi.
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